23 Mag 2009 - 09:40:26
Tenero Pd si taglia con un Fassino
Dev'esserci qualcosa di tossico nell'aria, dalle parti del
Pd. Da Uòlter a Franceschini, i
leader partono benino, poi si guastano subito. Dario aveva esordito
giurando sulla Costituzione e ponendo fine al lungo inciucio
dalemian-veltronianio sulla 'grande riforma'. Gli eran bastati un
paio di colpi ben assestati per interrompere il trafelato
inseguimento al Cavaliere e prenderlo in
contropiede.
La sfida dell'election day per risparmiare 400 milioni da girare alle forze dell'ordine aveva seminato zizzania fra Pdl e Lega, mentre il premier perdeva 3 punti di consenso e il Pd ne guadagnava 4.
Da allora, forse spaventato dal successo inatteso (soprattutto dai colonnelli che preparano la resa dei conti in autunno), Franceschini non ne ha più azzeccata una. Dinanzi alla disastrosa gestione della prevenzione sismica in Abruzzo, dopo sei mesi di scosse, non ha trovato di meglio che salvare il governo: "Non è il momento delle polemiche" (come se i democratici americani avessero risparmiato Bush per il fiasco sull'uragano Kathrina).
Quando Berlusconi ha negato l'election day accorpando il referendum ai ballottaggi, s'è acconciato anche lui, rinnegando una campagna che aveva portato consensi. Altra inspiegabile resa sul trasloco del G8 all'Aquila, con tanti saluti ai 2-300 milioni già spesi alla Maddalena. Talvolta Dario lancia il sasso nella direzione giusta, ma poi nasconde la mano.
Che senso ha denunciare "le nomine Rai fatte in casa Berlusconi", se si continua a trattare sulla Rai? E che fine ha fatto la sfida al Pdl, durata poche ore, di pubblicare le fedine penali dei candidati? Certo, la sfida sarebbe riuscita meglio evitando di candidare due assessori campani indagati per corruzione e uno calabrese imputato per peculato, abuso e truffa. Roba da Tafazzi le candidature dei "pensionati di lusso" (definizione di Mercedes Bresso) alle europee e di un plotone di ex Dc alle comunali nelle regioni più rosse.
L'invito al Cavaliere per il 25 aprile gli ha
regalato anche l'unico giorno dell'anno in cui se ne stava zitto in
casa. Da Tafazzi a Fantozzi: il Sì al referendum che regalerebbe al
Pdl il 55 per cento col 35 per cento dei voti; e il primo commento
a caldo al divorzio annunciato da Veronica: "Tra moglie e marito
non mettere il dito".
Due giorni prima, mentre la first lady denunciava il "ciarpame" delle euroveline, Franceschini elogiava la Carfagna "brava e preparata". E dire che l'effetto Veronica ha rubato al premier-marito ben 5 punti nei sondaggi: ha fatto più lei in un giorno che il Pd in un anno. Dario naturalmente non è solo, purtroppo.
L'autocandidatura della Finocchiaro, i flirt di Letta e Rutelli con l'Udc, le minacce di D'Alema ("Ho l'energia per nuove responsabilità") segnalano l'allarmante ritorno dei perditori di sempre. L'ultimo colpo di genio è di Fassino, che plaude ai respingimenti di immigrati in alto mare mentre il governo si scontra col Vaticano e persino con l'Onu. L'opposizione del Pd è così tenera che si taglia con un Fassino.
La sfida dell'election day per risparmiare 400 milioni da girare alle forze dell'ordine aveva seminato zizzania fra Pdl e Lega, mentre il premier perdeva 3 punti di consenso e il Pd ne guadagnava 4.
Da allora, forse spaventato dal successo inatteso (soprattutto dai colonnelli che preparano la resa dei conti in autunno), Franceschini non ne ha più azzeccata una. Dinanzi alla disastrosa gestione della prevenzione sismica in Abruzzo, dopo sei mesi di scosse, non ha trovato di meglio che salvare il governo: "Non è il momento delle polemiche" (come se i democratici americani avessero risparmiato Bush per il fiasco sull'uragano Kathrina).
Quando Berlusconi ha negato l'election day accorpando il referendum ai ballottaggi, s'è acconciato anche lui, rinnegando una campagna che aveva portato consensi. Altra inspiegabile resa sul trasloco del G8 all'Aquila, con tanti saluti ai 2-300 milioni già spesi alla Maddalena. Talvolta Dario lancia il sasso nella direzione giusta, ma poi nasconde la mano.
Che senso ha denunciare "le nomine Rai fatte in casa Berlusconi", se si continua a trattare sulla Rai? E che fine ha fatto la sfida al Pdl, durata poche ore, di pubblicare le fedine penali dei candidati? Certo, la sfida sarebbe riuscita meglio evitando di candidare due assessori campani indagati per corruzione e uno calabrese imputato per peculato, abuso e truffa. Roba da Tafazzi le candidature dei "pensionati di lusso" (definizione di Mercedes Bresso) alle europee e di un plotone di ex Dc alle comunali nelle regioni più rosse.
Due giorni prima, mentre la first lady denunciava il "ciarpame" delle euroveline, Franceschini elogiava la Carfagna "brava e preparata". E dire che l'effetto Veronica ha rubato al premier-marito ben 5 punti nei sondaggi: ha fatto più lei in un giorno che il Pd in un anno. Dario naturalmente non è solo, purtroppo.
L'autocandidatura della Finocchiaro, i flirt di Letta e Rutelli con l'Udc, le minacce di D'Alema ("Ho l'energia per nuove responsabilità") segnalano l'allarmante ritorno dei perditori di sempre. L'ultimo colpo di genio è di Fassino, che plaude ai respingimenti di immigrati in alto mare mentre il governo si scontra col Vaticano e persino con l'Onu. L'opposizione del Pd è così tenera che si taglia con un Fassino.
Sindicazione
26.08.09 @ 02:52:21
da roberto
Speriamo che si riuscirà a debellare ...
10.08.09 @ 08:48:23
da Fimosi
sono daccordo
04.03.09 @ 19:23:39
da giovanni
Complimenti, hai reso bene l'idea di ...
07.08.08 @ 17:43:32
da Farewell
Si perde!!
17.06.08 @ 15:15:04
da Admin